vincenzoromano.info



La domanda nasce spontanea: perchè dovrei affidare la vendita di casa mia ad una agenzia immobiliare?

Sarò anche di parte ma la risposta è che se vuoi ottenere il massimo dei risultati per la tua proprietà oggi, hai davvero poche alternative. Non ho nulla contro il "fai da te" anzi credo sia il modo migliore per sperimentare e capire le vere difficoltà che si possono affrontare durante il percorso della vendita. Tuttavia credo sia difficile paragonare i modesti mezzi di un privato con le strutture e l'esperienza di chi è sul campo da anni. Oltremodo un buon agente immobiliare è aggiornato e in grado di districarsi tra normative, burocrazie varie e documentazioni necessarie per la preparazione di un rogito.

Dato per buone queste considerazioni la vera domanda è : perchè i privati scappano dalle agenzie immobiliari?

Qui la cosa si complica un po'!

I motivi sono principalmente tre: scarsa fiducia; provvigioni; la paura nel sentirsi vincolati.

Scarsa fiducia.

Come dare torto ad un privato che ripone poca fiducia nelle agenzie immobiliari? tra vecchi mediatori e giovanissimi agenti immobiliari improvvisati, la categoria si arricchisce di elementi che creano solo confusione e abbassano il livello di professionalità. I vecchi mediatori con un concetto un po' retrò di fare trattative. Avete presente la famosa "stretta di mano che vale più di mille firme?". Per non parlare della totale resistenza nei confronti di computer, web e tecnologia in genere che li allontana sempre di più dal concetto moderno di fare pubblicità. L'esatto opposto è invece rappresentato dai giovanissimi agenti immobiliari. "Giovanissimo" non è riferito all'età anagrafica ma è in proporzione al tempo e all'esperienza di lavoro nel campo immobiliare. Solitamente i giovanissimi agenti immobiliari, provengono da esperienze lavorative completamente diverse e vengono catapultate in questo mondo senza la minima assistenza: " tanto ci vorrà mica una laurea per suonare un campanello". E' risaputa la legge che se non sai cosa fare nella vita...vai a fare l'agente immobiliare! Li si riconosce perchè hanno gli occhi che brillano e sono pieni di speranze, nell'immaginario comune infatti l'agente immobiliare è pieno di soldi, sempre vestito bene e fondamentalmente molto poco impegnato.

E' giunto il momento di mettere qualche puntino sulle "i"

Incominciamo col dire che un agente immobiliare per essere considerato tale, deve essere in possesso di un patentino che lo abiliti all'esercizio. Deve quindi aver sostenuto un esame scritto ed uno orale in camera di commercio con la conseguente iscrizione al ruolo. Avere un patentino non è certo sinonimo di bravura ed onestà ma è certamente la base per poter maneggiare questa materia e un privato che avrà a che fare con un agente immobiliare con patentino, saprà di avere difronte una persona sufficientemente preparata e con tanta buona volontà e determinazione perchè superare l'esame di abilitazione non è certo uno scherzo. Quindi il primo consiglio per un privato che vuole cercare di fidarsi di un agente immobiliare è quello di chiedere se è in possesso del patentino.






Un altro modo che potrebbe aiutare a capire se l'interlocutore è un professionista al quale ci si può affidare è chiedere se esercita in una struttura specifica cioè se ha una sede dove ricevere i clienti. Può sembrare una domanda stupida ma in realtà non è così perchè alcuni agenti immobiliari lavorano da casa o magari sono associati e assorbiti in un ufficio condiviso con altre persone. Conoscere la sua struttura può aiutare a capire il grado di investimento fatto per l'attività e se l'occhio vuole la sua parte, avere una prima impressione positiva guardando le vetrine e l'accoglienza dedicata al cliente potrebbe essere un punto a favore per l'agente immobiliare. Se poi la struttura è radicata nel territorio da anni e ha la sua sede allo stesso indirizzo da sempre, potrebbe voler dire che l'agente immobiliare fa parte di una struttura solida e seria.

Anche avere delle referenze può aiutare a conoscere il grado di affidabilità del professionista e cioè indagare per capire se ha venduto a vicini di casa, conoscenti, persone al quale successivamente poter chiedere e ricevere informazioni.





Il più grande consiglio che posso dare per acquisire fiducia nell'agente immobiliare è quello di fare domande. Fate più domande possibili cercando di avere delle risposte esaustive e complete che possano soddisfare la vostra necessità di essere informati e placare le paure reali e genuine di chi affronta per la prima volta un agente immobiliare e la prospettiva di lavorare con una agenzia immobiliare. Ha il patentino? da quanto tempo fa questo lavoro? lavora a tempo pieno? dove si trova la sua agenzia? da quanto tempo esiste la sua agenzia? chi lavora insieme a lei? ha già venduto qui in zona? come pensa di promuovere la mia casa? tutte domande legittime e capaci di dirvi qualcosa in più sulla persona che avete difronte. Non abbiate paura, un buon agente immobiliare non vedrà l'ora di raccontarvi qualcosa su di lui e sulla sua esperienza e più lo fate parlare e più saprete qualcosa sul suo conto.





Provvigioni

E' il secondo motivo per il quale un proprietario di case tende ad evitare le agenzie immobiliari. "Le provvigioni delle agenzie sono troppo care, meglio fare da soli e con i soldi risparmiati fare un piccolo sconticino all'acquirente". Fantastico! Solitamente però succede che quando i privati giungono al momento di vendere e cioè hanno trovato l'acquirente, vengono assaliti da comprensibili dubbi. Per esempio: il cliente ha detto che vuole comprare la casa ma verbalmente e senza un assegno di caparra, in che modo ci si può tutelare? oppure peggio ancora: si presenta con un assegno di caparra per l'acquisto della casa ma chiedendo di non incassarlo fino al data del rogito, il venditore si chiederà se acconsentire con i rischi che questo comporta o trovare nel frattempo un altro tipo di soluzione...insomma una serie di circostanze che mette i privati nelle condizioni di rivolgersi a qualcuno che li possa aiutare. Nella migliore delle ipotesi quel qualcuno è un avvocato o uno studio notarile che: indovinate? si faranno pagare ovviamente! e il lavoro pagato sarà esclusivamente per redigere il contratto o un accordo per iscritto della vostra compravendita, lasciando al proprietario o all'acquirente la completa gestione della trattativa, dei successivi accordi, della documentazione da recuperare, delle lungaggini delle banche, della consegna chiavi, degli accordi per il condominio, dell'organizzazione dei traslochi... Il risultato è spesso catastrofico con perdite economiche importanti e tempo, energie e fatiche spese, magari per non concludere la vendita.

Mettere in sicurezza la vendita/acquisto della propria casa: significa avere una preparazione totale e accurata sul piano normativo, tecnico, fiscale e una esperienza sufficiente per prevenire le eventuali difficoltà che potrebbero incontrarsi nel cammino della vendita fino al giorno del rogito. Da quando faccio questo mestiere posso dire che non ho mai visto una vendita uguale all'altra. Per ogni pratica che ho seguito, ho avuto tanti aspetti sempre differenti e situazioni a volte complicate da sbrogliare che solo con la dovuta competenza e affiancamento con altri tecnici, ho potuto risolvere in modo veloce e senza aggravi di spese per i miei clienti.

C'è modo e modo di fare l'agente immobiliare; sono assolutamente d'accordo nel pensiero che la provvigione sia troppo alta per il solo disturbo di aver accompagnato un cliente a vedere una casa. Infatti se fosse solo questo il mio lavoro non opporrei alcuna resistenza a chi dovesse chiedermi un sostanziale ritocco a ribasso sulle mie provvigioni.

Io però non porto a spasso i clienti, non lascio che sia la fortuna o la mera coincidenza a far chiudere i miei affari. La provvigione deve essere sudata e quindi deve essere il risultato di un lavoro che parte ancora prima di acquisire un nuovo immobile da vendere e ancora prima di assistere un cliente alla visita di una casa. Senza dimenticare le spese sostenute per la cura della struttura, gli operatori che ci lavorano, le relative spese di gestione, la pubblicità, la formazione, gli adempimenti fiscali, un meccanismo di spesa costante che bussa alla porta in modo preciso e puntuale.

Quindi anche in questo caso quello che posso consigliare è di mettere sulla bilancia: da una parte i rischi e le insidie che una trattativa tra privati potrebbe nascondere e dall'altra l'investimento di una provvigione per potersi godere in tranquillità e sicurezza la propria vendita/acquisto.





La paura nel sentirsi vincolati.

Firmare un incarico in esclusiva. Un semplice gesto capace di terrorizzare nel vero senso della parola. Firmare un incarico significa vincolarsi? certamente. Un accordo tra le parti che pattuiscono in modo chiaro e vincolante i loro accordi. Tutto questo per un tempo stabilito ovviamente che può variare a seconda della tipologia di immobile e di lavoro da svolgere. Perchè le agenzie immobiliari insistono per avere una esclusiva? perchè da questa firma ne può scaturire un enorme vantaggio sotto molti profili partendo dal fatto che nulla viene lasciato al caso o alla libera interpretazione delle parti. Faccio un esempio pratico. Un proprietario decide di incaricare verbalmente più agenzie le quali, ognuno a modo loro si occupano di promuovere con i propri mezzi l'immobile. Chi garantisce al proprietario che il prezzo al quale verrà proposto sarà lo stesso che ha comunicato? o che venga pubblicato con alcune fotografie magari non autorizzate, o senza alcune informazioni ritenute fondamentali ecc... risultato: confusione. Il problema è che ormai la grande macchina è in funzione, il proprietario magari è l'ultimo ad accorgersi di questi disguidi e nel frattempo l'immobile perde di credibilità sul mercato immobiliare. Dare un incarico significa pattuire con il professionista un piano di lavoro e accordare con lui i punti fondamentali della vendita. Prezzo, modalità di pagamento, tempi per liberare l'immobile, spese condominiali, dichiarazioni in genere sull'immobile ecc... da quel momento l'agente immobiliare è impegnato ad onorare l'impegno preso e indovinate in che modo? proprio con l'incarico di vendita. Nei miei incarichi di vendita infatti sono contenuti una serie di impegni che l'agenzia assume nei confronti della proprietà, la promozione dell'immobile, l'assistenza, un rendiconto alla proprietà sull'andamento della vendita, la cura della trattativa e la sua messa in sicurezza, la trasparenza sugli accordi presi. La paura di sentirsi vincolati spesso è proprio generata dalla credenza che ci sia una totale sproporzione tra l'impegno preso dal proprietario e quello dell'agenzia immobiliare. Cioè si pensa che una volta firmato e vincolato, l'agenzia possa detenere il potere decisionale sull'immobile e decidere anche di non impegnarsi nella vendita per il giusto sfizio di avere un immobile in più a far vetrina. Posso dimostrare che non è così.

Mi è capitato spesso di pensare a quante volte nella mia vita ho firmato contratti con una certa superficialità. Sono sicuro che è capitato un pò a tutti...penso a quante firme ho messo su pagine e pagine scritte fittissime e mai lette, quando ho aperto il mio primo conto corrente, oppure per l'acquisto della mia auto, l'assicurazione personale, l'assicurazione sulla vettura, contratto di lavoro ecc...la firma è una questione psicologica ed emotiva quindi per poter firmare un incarico di vendita dovete solo sentirvi fiduciosi nei mezzi e nelle persone che si impegneranno nella vendita della vostra casa. Un agente immobiliare che viene investito al 100% della responsabilità della vendita, lavorerà al 100% per arrivare all'obbiettivo.

Volete un agente immobiliare che cerchi solo nelle sue richieste qualche improbabile cliente da portare a spasso a casa vostra? oppure volete un partner affidabile che si impegni con ogni mezzo e sposti ogni sasso della città per capire dove è nascosto il vostro acquirente? se la seconda è l'opzione giusta, vincolatelo con un contratto! io ci metterei la firma!